Il Natale ha il profumo dei mandarini

Il giorno di Natale, in Puglia, è un’occasione unica che riunisce intere famiglie attorno ad una tavola infinita ricca di piatti della tradizione, doni e sorrisi.


Quel giorno speciale è vissuto diversamente da ognuno di noi. Si parla spesso di “Spirito del Natale”, che alcuni di noi lo hanno perso da un po’ e chi invece ci crede così tanto che già dal 1° Novembre sente nell’aria Mariah Carey pronta all’azione.


Quando penso a quel periodo dell’anno, riaffiorano alla mente diverse immagini. Dico periodo, perché in Puglia dura due settimane. Almeno a casa mia.
Non riusciamo a staccarci e quando si inizia non finisce più. A volte, ci si pente di aver accettato l’ennesimo invito a pranzo, perché si deve ancora digerire quello del giorno prima.
Altre, arrivate all’Epifania si rattristano e pensano con nostalgia ai momenti speciali passati in compagnia delle persone a loro più care.


Quando penso a quel periodo dell’anno, le immagini prendono colore, forme e profumi differenti e, automaticamente, un sorriso si stampa sulle mie labbra.


Il Natale ha l’odore del vin cotto e dei mandarini.
Ha la forma dei fagioli da mettere sui numeri delle cartelle della Tombola e della fetta del Pandoro con lo zucchero a velo.


Il Natale ha il sapore della pasta fresca, precisamente delle orecchiette fatte a mano da mia nonna che, da bambini, io e mio fratello ci rubavamo e mangiavamo subito: erano troppo buone per aspettare che fossero cotte.

Il Natale è di colore giallo, come la luce calda che illuminava e riscaldava la camera da pranzo di mia nonna. Qui ci trovavamo tutti riuniti e tra un “ambo!” ed una cartellata, si rideva e noi bambini ascoltavamo attenti le storie dei grandi.


Un ricordo avvolgente che riporta alla mente emozioni intime e profonde.


Ogni singolo dettaglio, mi ricorda una delle figure più influenti della mia vita che mi ha portato in dono, ogni giorno, regali senza eguali che custodisco con cura.

Mia nonna è stata per me anche il mio Babbo Natale, perché alla fine ogni tradizione e cultura è differente, ma è il ricordo che abbiamo che fa la differenza.

Un ricordo dolce e aspro allo stesso tempo, che si trasforma ogni anno e a cui si aggiungono nuove immagini e colori.


Infatti, ogni anno si arricchisce e muta con me.

Come le illustrazioni presenti in questo libro.


C’è chi si affretta ad acquistare l’ultimo regalo e chi si sveglia alle 5 del mattino per impastare le pettole o le frittelle.
C’è chi passeggia tranquillo per le vie del centro e chi avvolto dal tepore casalingo si sfida ad un gioco di carte tipico di Natale.
Potrei continuare all’infinito, ma ciò che è certo è che tutti questi momenti hanno come comune denominatore la condivisione.

Si condivide un momento speciale, un sorriso, uno spazio, del tempo e delle storie. Si condivide tutto ciò con delle persone in particolare, che magari passano il resto dei mesi fuori per studio o lavoro o che da tradizione si incontra solo alle feste comandate.


Penso a chi vive lontano dalla propria Puglia per motivi universitari o lavorativi e che conta i giorni, i minuti e i secondi per ritornare a casa per festeggiare il Natale a casa.
So cosa significa e vivere quell’emozione è indescrivibile.
Per qualcuno è un giorno come un altro, un momento in cui si è costretti ad incontrare i parenti, piuttosto che condividere del tempo con i propri amici con cui ci si è lasciati un attimo prima.
Per altri è un momento magico e quando arriva, gli occhi brillano e si riempiono di gioia.

Ho vissuto durante i miei 27 anni di vita una montagna russa di opinioni rispetto al Natale. La me bambina amava trascorrere quel periodo in compagnia. Niente scuola, niente compiti, solo la mia famiglia e i regali da scartare. Crescendo, nulla è cambiato sino a quando il perno della mia esistenza è venuto a mancare. Lì nulla ha avuto più senso.

Con il passare del tempo, ho maturato l’idea che dentro di me vivesse ancora quella perla preziosa che custodisco ancora con cura dentro di me. Si tratta del ricordo della tradizione trasmessa. Così, con me è cresciuto il desiderio di rivalutare quell’idea che avevo precedentemente maturato.

Il 25 Dicembre, non è solo un giorno. Il 25 Dicembre è un momento speciale, dove a prescindere dalla tradizione, il ricordo che vive in me mi fa guardare il mondo con occhi sempre nuovi.
La mia prospettiva si è arricchita di consapevolezza e ancora oggi sono convinta che se possiamo vivere il periodo natalizio come ogni anno: siamo dei privilegiati.


Abbiamo il privilegio di trascorrere del tempo con la famiglia e gli amici. Possiamo gustare i piatti della tradizione con le persone a cui teniamo di più.
Abbiamo il privilegio di poter raccontare delle storie, come quelle ascoltate da noi bambini (perché adesso i “grandi” siamo noi).
Abbiamo il privilegio di poter festeggiare e vivere momenti tranquilli con il sorriso. Tutto questo per me è il giorno di Natale.

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