Questo sarà il mio primo Natale senza i nonni.
L’ultimo nonno che era rimasto in vita, nonno Vito, è morto poco prima che partissi per il nord: avevo appena trovato un lavoro, una casa e una vita tutta da scrivere.
Per oltre novant’anni di vita è stata una presenza costante e rumorosa che ho sofferto a lungo e con cui mi sono scontrata bruscamente. Ha avuto molti problemi di salute ma è sempre riuscito a rimettersi in piedi, finché una mattina di luglio se n’è andato in silenzio, quasi in punta di piedi.
Sembrava che non volesse disturbare più e avesse pensato di aver finito il suo lavoro, che non ci fosse più bisogno di lui.
Molti associano il Natale alla famiglia, al calore del camino, alle vacanze a sciare in montagna, ai regali.
Io lo associo a prezzi di biglietti di treni e aerei troppo costosi, a colleghi con cui non riesco a legare e a un profondo senso di solitudine che si insinua nelle ossa come l’umidità della Pianura Padana.
Come glielo dico adesso al nonno che tutto questa solitudine non riesco a sopportarla? Che pur di non rimanere sola con me stessa mi circondo di lavoro, musica e storie di persone che conosco a malapena?
Il Natale per me è uno strappo brusco di un cerotto sotto cui si nasconde una ferita non cicatrizzata. Sono gli occhi di mia madre che si commuove pensando a quanto le manchi sua sorella. È la stanza in cui sono cresciuta che adesso è spoglia, fredda e piena di polvere. È tornare alla vita di sempre e realizzare che i miei amici sono andati avanti per la propria strada mentre io mi sento immabile e penso di non aver fatto altro che sopravvivere. Vuol dire preparare una valigia gigante per il ritorno in Puglia che non raggiungerà mai il peso del senso di inadeguatezza che mi porto dietro dall’adolescenza.
A metà tra una rondine e un falco, non ho mai avuto radici salde e ho costruito una casa in ogni città in cui ho vissuto, in ogni persona che ho amato e nelle emozioni che ho rivendicato. Ci ho messo fiori, candele profumate e dolci appena sfornati, ma mai luci e ghirlande. Ho festeggiando ventisette compleanni e nessun Natale.
Questo sarà il primo Natale senza i nonni.
Eppure mi chiedo se il Natale di cui parlano tutti lo abbia mai vissuto davvero.

